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L'Acqua Santa

 

Ad Alcara Li Fusi diversi sono i luoghi dedicati al culto di San Nicolò Politi; questi vengono definiti santi e sono legati al Santo Patrono del paese nebroideo da alcuni avvenimenti chiave nella sua stessa vita, che li rendono particolarmente significativi per gli alcaresi e per i devoti di San Nicolò Politi.

Il luogo indubbiamente più suggestivo e affascinante è sicuramente quello dell’Acqua Santa, in cui storici e biografi di San Nicola narrano che si sia compiuto uno dei primi miracoli del Santo Anacoreta sulla via per giungere alla Grotta del Calanna, sito quest’ultimo che successivamente scelse come sua dimora definitiva e dove alla sua morte venne eretta una Chiesa commemorativa, che prende il nome di Eremo.

Nella biografia scritta da Gaetano Morelli su San Nicolò Politi, l’autore riferisce di una sosta effettuata dal Penitente durante il suo lungo viaggio, che dalle falde dell’Etna lo portò presso le rocche di Alcara, guidato dall’Aquila Reale, nella contrada ancora oggi denominata Cammara.

Era il tramonto di una giornata estiva molto calda e il cammino del Santo si era rivelato arduo e faticoso. San Nicola giunse in questo luogo, ricoperto da enormi massi e da cespugli spinosi, stanco e assetato. Qui si inginocchiò e pregando chiese l’aiuto del Signore, affinché potesse alleviare la sua fatica e la sete. Si narra che immediatamente San Nicola udì una voce celestiale, che lo invitò a percuotere una delle pietre con il suo bastone. Il Santo ubbidì e subito sotto la roccia di fronte a lui cominciò a sgorgare una sorgente di limpida e fresca acqua, alla quale egli poté immediatamente smorzare l’ardente sete.

A questo luogo, dopo la sua morte, venne attribuito il nome di Acqua Santa.

Sempre a proposito dell’Acqua Santa, un altro autore ne dà notizia nel 1679: Francesco Carrera, il quale scrive:

 

... giunto all’arida contrada rocciosa, cui

gli antichi diedero il nome di Acqua Santa,

tormentato dalla sete desiderava una fonte,

e avvertito di percuotere col bastone una

pietra, fece sgorgare dal sasso una sorgente

capace anche di guarire le malattie. (…)

 

Numerose sono quindi le testimonianze del legame tra San Nicolò Politi e l’Acqua Santa e questo rende il luogo ancor più coinvolgente e ricco di spiritualità, in particolar modo per la ragione per cui viene definito Santo: qui i fedeli possono entrare in diretto contatto con uno dei miracoli del proprio Protettore, trasformando il momento in ulteriore occasione di comunione e vicinanza con San Nicolò Politi.

Da sempre l’Acqua Santa è stato luogo di culto, ma solo a partire dalla commissione presieduta da Nunzio Oriti (1993-1997) che il sito è diventato anche meta di pellegrinaggi. Ogni anno, infatti, il primo Maggio, i fedeli si radunano intorno alla sacra sorgente, dove possono ascoltare la Messa e attingere alla fonte, in un momento davvero unico nel rapporto speciale e profondo che lega gli alcaresi al loro Santo Patrono. 

                                                                                                   Marzia Scafidi     

 

Bibliografia:

Gaetano Morelli. San Nicolò Politi Patrono di Alcara. 1967. Tipografi ditta D’Amico Messina.

Francesco Carrera. Pantheon Siculum, sive Sanctorum Siculorum Elogia. 1679. Genova.